A seguito dell′entrata in vigore del D.M. Tesoro 23.06.1997, Poste Italiane ha proceduto a liquidare i buoni di cui si discute detraendo dagli interessi lordi, anno per anno e per tutti i primi 20 anni, la ritenuta fiscale (6,25% per i buoni emessi tra 21.09.86 e 31.08.87; 12,5% per i buoni emessi dall′01.09.87 in poi). Il metodo applicato da Poste Italiane, tuttavia, è oggetto di ampio dibattito. Per i primi 20 anni, la capitalizzazione al netto e non al lordo dell′imposta sortisce l′effetto di diminuire l′importo spettante al sottoscrittore, secondo un criterio che considera anticipatamente un momento impositivo che in realtà è successivo. L′art. 7 del D.M. Tesoro 23.06.1997 sembrerebbe porsi in contrasto con la normativa primaria secondo la quale il momento impositivo è da ricondurre a quando il reddito viene percepito dal sottoscrittore, ovvero al momento in cui è reso disponibile allo stesso attraverso il rimborso del buono. In sintesi, l′obbligo di effettuare la ritenuta fiscale sorge solo al momento del pagamento del buono. In dottrina è stato affermato che, per il cliente/risparmiatore, l′applicazione della capitalizzazione al netto della ritenuta fiscale determina una perdita monetaria non giustificabile in quanto CDP effettua la capitalizzazione degli interessi come se versasse la ritenuta d′acconto sugli interessi maturati mentre, in concreto, non effettua e non deve effettuare tale versamento. Ciò significa che pur avendo a disposizione le somme dei risparmiatori non ripaga tale disponibilità con gli interessi (d′altro canto, inizialmente promessi). Il metodo di calcolo degli interessi di Poste Italiane per i buoni emessi dopo il 20.09.86, riassumendo, è il seguente: -dal 1o al 20o anno capitalizzazione composta annuale degli interessi al netto della ritenuta fiscale; -dal 21o al 30o anno capitalizzazione semplice degli interessi. Ora, è evidente che il metodo di cui si discute riguarda tanto i moduli serie O e serie P con timbro Q/P che i casi di omessa conversione. Altrettanto evidente è che tale metodo riguarda, soprattutto, i successivi moduli serie Q. Per una valutazione del Tuo caso e per l′eventuale proposizione di un′iniziativa contro Poste Italiane, è consigliabile affidarsi ad un professionista esperto in diritto bancario e finanziario e che, possibilmente, abbia già patrocinato procedimenti analoghi. Lo studio dell′Avv. Pierluigi Basile patrocina numerosi procedimenti contro Poste Italiane, senza limiti territoriali, con procedure snelle e funzionali, a partire dalla fase di valutazione del buono e di quantificazione dell′eventuale integrazione da richiedere, fino a giungere alla redazione del reclamo e all′assistenza difensiva nella procedura arbitrale o ordinaria da intraprendere. Hai un buono ordinario? Vuoi sapere se hai diritto ad un importo maggiore e se la somma proposta da Poste è corretta? Vuoi conoscere come procedere alla contestazione delle somme che Poste intende riconoscere?