16-04-2021
IL CASO PIÚ FREQUENTE: buono emesso su modulo serie P con timbro Q/P
La controversa questione dei BUONI FRUTTIFERI POSTALI ordinari emessi dall′uno luglio 1986.
La casistica dei moduli serie "P" con timbro Q/P rappresenta di gran lunga la più grande fetta di contenzioso tra risparmiatori e Poste Italiane. Si fa riferimento alla prassi adottata, con estrema superficialità, dagli uffici postali che a partire dall′uno luglio 1986, data di entrata in vigore della serie ordinaria contraddistinta dalla lettera "Q", hanno emesso buoni su moduli della precedente serie "P". Precedente serie, la "P", che garantiva però condizioni più vantaggiose della (allora) nuova serie "Q". La giurisprudenza di merito maggioritaria è favorevole ai risparmiatori, mentre la giurisprudenza arbitrale è consolidata nel riconoscere l′errore di Poste Italiane e il diritto del sottoscrittore alle condizioni indicate sui buoni per gli ultimi dieci anni. Dal canto suo, Poste Italiane usa liquidare tali buoni, o meglio tutti i buoni ordinari emessi tra 01.07.86 e 31.10.95, secondo le condizioni della serie "Q", stabilite dal D.M. Tesoro 13.06.1986. Tuttavia, come si può agevolmente vedere nei casi illustrati, Poste Italiane ha usato apporre un timbro ad inchiostro sul retro che incorpora nel buono i tassi d′interesse della serie Q soltanto per i primi 20 anni. Per gli ultimi 10 anni, che sono poi quelli maggiormente remunerativi, Poste Italiane non ha indicato alcuna diversa condizione rispetto a quella originaria stampata sui moduli. Per tali ragioni la giurisprudenza arbitrale riconosce ormai pacificamente il legittimo affidamento riposto dal risparmiatore sulle uniche condizioni promessegli al momento della sottoscrizione per il periodo 21-30 anno. I principi di diritto affermati dalla Corte di Cassazione in materia, specie in due sentenze nelle quali si verteva su casi ovviamente diversi da quello di cui si discute, sono favorevoli ai risparmiatori. Anche in punto di fatto, non pare possa residuare alcun dubbio circa il cattivo operato di Poste Italiane. Poste Italiane, infatti, ha storicamente fatto utilizzo di timbri modificativi dei tassi di interesse di buoni di precedenti serie, integrati da decreti ministeriali sopravvenuti alla loro emissione. E nel corso degli anni, ha dimostrato di conoscere le tecniche giuste per informare correttamente ed esaurientemente i risparmiatori sulle reali condizioni vigenti al momento della sottoscrizione. Per una valutazione del Tuo caso e per l′eventuale proposizione di un′iniziativa contro Poste Italiane, è consigliabile affidarsi ad un professionista esperto in diritto bancario e finanziario e che, possibilmente, abbia già patrocinato procedimenti analoghi. Lo studio dell′Avv. Pierluigi Basile patrocina numerosi procedimenti contro Poste Italiane, senza limiti territoriali, con procedure snelle e funzionali, a partire dalla fase di valutazione del buono e di quantificazione dell′eventuale integrazione da richiedere, fino a giungere alla redazione del reclamo e all′assistenza difensiva nella procedura arbitrale o ordinaria da intraprendere. Hai un buono ordinario? Vuoi sapere se hai diritto ad un importo maggiore e se la somma proposta da Poste è corretta? Vuoi conoscere come procedere alla contestazione delle somme che Poste intende riconoscere?
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